RAVE PARTY MODENA: PUGNO DURO DEL GOVERNO. RADUNO FASCISTA DI PREDAPPIO: NESSUNA REAZIONE. LE NORME

Rave party a Modena, l’area è stata sgomberata. Apposti si sigilli, identificate oltre 1.300 persone

Partecipanti ripuliscono il capannone. Le reazioni della politica.

Conte: “ok stretta ma Governo spieghi Predappio”

Dopo il rave party di Modena, “leggiamo da indiscrezioni che il ministro Piantedosi dovrebbe presentare oggi in CdM un decreto per tracciare la nuova linea di ‘fermezza e rigore’ in materia di sicurezza e ordine pubblico. Ben vengano azioni mirate a maggiore prevenzione e contrasto dell’illegalità, ma allo stesso modo ci aspettiamo dal titolare del Viminale e dal Governo una parola chiara sulla sfilata delle duemila camicie nere di Predappio, dove inni fascisti e braccia tese hanno evidenziato, qualora ve ne fosse bisogno, la labile linea di confine che divide la ‘nostalgia’ dall’ ‘apologia’”. Così il leader M5s, Giuseppe Conte.

Ora nel primo Consiglio dei ministri operativo, ecco la stretta del Governo di centrodestra sui raduni illegali, proprio nel giorno dello sgombero – senza scontri e prima del clou in programma nella notte di Halloween – dell’evento di Modena, che ha richiamato migliaia di giovani.

Organizzare e partecipare ai rave party diventa un reato specifico, il 434-bis del Codice penale.

Punibile con pene fino a sei anni di reclusione.

L’apologia del fascismo, nell’ordinamento giuridico italiano, è un reato previsto dall’art. 4 della legge Scelba attuativa della XII disposizione transitoria e finale della COSTITUZIONE

La legge n. 645/1952 sanziona chiunque «promuova od organizzi sotto qualsiasi forma, la costituzione di un’associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista, oppure chiunque pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche».

È vietata perciò la ricostruzione del PNF. Ogni tipo di apologia è punibile con un arresto dai 18 mesi ai 4 anni.

La norma prevede sanzioni detentive per i colpevoli del reato di apologia, più severe se il fatto riguarda idee o metodi razzisti o se è commesso con il mezzo della stampa. La pena detentiva è accompagnata dalla pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici

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