• 17 April 2024

Cerignola, colpo alla banda che assaltava portavalori anche incendiando altre auto: 17 arresti, utilizzavano armi da guerra e jammer

La Polizia di Stato, nell’ambito delle indagini condotte dal Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine del Dipartimento della Pubblica Sicurezza e dalla Squadra Mobile della Questura di Foggia, coordinate dalla locale Procura della Repubblica, in queste ore sta eseguendo, con l’impiego di centinaia di agenti, una maxi operazione di polizia giudiziaria nel comune di Cerignola (FG), a carico di diversi soggetti arrestati in quanto ritenuti responsabili dei reati di rapine pluriaggravate ai danni di furgoni portavalori e dei reati fine di rapina in concorso, detenzione e porto illegale in luogo pubblico di armi, anche da guerra, violenza privata e riciclaggio, ricettazioni e sequestro di persona.

Le azioni criminose, venivano commesse anche mediante l’impiego di disturbatori di frequenza ad ampio raggio — c.d. jammers — idonei a inibire le comunicazioni via radio e smartphone, al fine di impedire i contatti con le sale operative delle Forze dell’ordine e delle Ditte di trasporto. Gli appartenenti al sodalizio criminale, per ostacolare o ritardare la reazione da parte delle Forze di Polizia e guadagnare più facilmente la fuga, erano soliti bloccare la viabilità con veicoli appositamente incendiati.

I dettagli dell’operazione di polizia giudiziaria Sono stati forniti durante una conferenza stampa che si e’ tenuta presso la sala riunioni della Questura di Foggia, alla presenza, tra gli altri, del Procuratore della Repubblica dr. Ludovico VACCARO, del Direttore Centrale Anticrimine Prefetto Francesco MESSINA e del Direttore del Servizio Centrale Operativo dr. Fausto LAMPARELLI.

In merito alla conclusione positiva dell’operazione si sono espressi il Ministro degli Interni, il Prefetto di Foggia e Francesco Messina, Direttore Centrale Anticrimine della Polizia di Stato.

“Complimenti alla Polizia di Stato per l’operazione condotta a Cerignola con il coordinamento della locale Procura che ha portato all’individuazione di alcuni soggetti ritenuti responsabili di assalti a furgoni portavalori”, ha dichiarato il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, sottolineando “l’impegno straordinario di magistratura e forze di polizia in tutta la provincia foggiana per contrastare l’aggressione criminale e ripristinare la legalità, dando una forte risposta alle richieste di sicurezza delle comunità locali”.

Ha comunicato il Prefetto Piantedosi.

Il contrasto all’azione delle organizzazioni criminali, tutte stanziate in Puglia e specializzate negli assalti a furgoni portavalori, a TIR che trasportano tabacchi lavorati esteri e caveau di società di vigilanza privata, in tutto il territorio nazionale, costituisce da oltre 3 anni un obiettivo strategico della Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato.

Gli odierni esiti d’indagine si aggiungono ad alcune operazioni recentemente concluse dal Servizio Centrale Operativo e dalle Squadre Mobili interessate, che hanno permesso di disarticolare gruppi criminali composti da pregiudicati foggiani e baresi, dediti stabilmente alla consumazione di tali gravissimi reati.

Nel periodo considerato, sono state tratte in arresto 71 persone e oltre 30 sono state denunciate e indagate in stato di libertà, a seguito di indagini che hanno riguardato 11 episodi di tentata rapina, 3 rapine consumate e un furto aggravato avente ad oggetto sportelli bancomat; inoltre, sono stati sequestrati 5 fucili mitragliatori Kalashnikov, 1 fucile a pompa e 5 pistole.

Tra le più significative attività di repressione, ritengo opportuno citare l’operazione conclusa nel luglio 2020 a Brindisi, con l’arresto di 9 persone, l’operazione conclusa nel marzo 2021 a Novara, con l’arresto di 7 persone, l’Operazione conclusa nel giugno 2021 a Modena, con l’arresto di 5 persone, l’operazione conclusa nel marzo 2021 a Brescia, con l’arresto di 31 persone e – da ultimo – l’operazione conclusa nello scorso mese di ottobre ad Avellino, con l’arresto di 4 persone, tra cui un latitante colpito da un provvedimento di custodia cautelare per associazione di tipo mafioso.

Non di rado, peraltro, dalle indagini sono emerse co-interessenze tra gli arrestati e clan operanti nell’ambito della c.d. “quarta mafia”.”

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