• 17 April 2024

La presidente del Consiglio ha incitato i suoi parlamentari a lavorare «per contrastare decenni di propaganda immigrazionista»

La presidente del Consiglio ha convocato un’assemblea con i gruppi parlamentari del suo partito. Diversi i temi affrontanti, anche se è la questione migranti a occupare buona parte della riunione: «Sui giornali ho letto stamattina titoli surreali, distanti dalla realtà. Ad esempio, non è dipesa dal governo la decisione dell’autorità sanitaria di far sbarcare tutti i migranti presenti sulle navi ong, dichiarandoli fragili sulla base di possibili rischi di problemi psicologici. Scelta, quella dell’autorità sanitaria, che abbiamo trovato bizzarra».

Giorgia Meloni ha voluto rimarcare, davanti agli esponenti di Fratelli d’Italia, la differenza tra migranti e naufraghi.

«A bordo di queste navi non ci sono naufraghi ma migranti: le persone sono salite a bordo in acque internazionali trasbordando da altre unità navali di collegamento e la nave che li ha presi in carico è attrezzata ed equipaggiata per ospitarli e provvedere a tutte le loro esigenze di accoglienza.

Giuridicamente, dunque, non parliamo di “naufraghi”, qualifica che ricorrere invece in regime di Sar».

Il capo dell’esecutivo, ribadendo che il governo lavora seguendo le leggi e il diritto internazionale, ha esortato i suoi parlamentari a lavorare «per contrastare decenni di propaganda immigrazionista che si è sedimentata ad ogni livello e che sovrapporre il piano della protezione ai profughi con il controllo dei flussi migratori. Piani diversi che non vanno mescolati».

Altro argomento ricorrente è stato, appunto, quello della legalità. Un tratto distintivo dell’esecutivo, ha sottolineato Meloni: «È finita la repubblica delle banane in cui si vessano i cittadini e che piace tanto alla sinistra: si può fare tutto, nel rispetto delle leggi e nel rispetto degli italiani che le leggi le rispettano».

Anche sul decreto che contiene la norma anti-rave, la presidente del Consiglio ha voluto fornire la sua spiegazione: «Un tema che ha suscitato polemiche ridicole. Nessuno dotato di senno può ritenere che chi come noi è cresciuto nelle piazze possa vietare le manifestazioni. Altri hanno provato a farlo in questi anni e se qualcuno pensa che la norma si possa scrivere meglio faccia la sua proposta perché il parlamento esiste per questo e noi siamo pronti ad ascoltare tutti».

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