Donna il primo “beato” del Salento

È donna il primo «beato» del Salento: Madre Elisa
Originaria di Galatina è la fondatrice delle Figlie di Santa Maria di Leuca

È donna il primo Beato del Salento. Madre Elisa Martinez, nativa di Galatina, fondatrice della Congregazione “Figlie di Santa Maria di Leuca”, verrà proclamata la mattina di domenica 25 giugno, nella Basilica-Santuario di Leuca. Celebrazione eucaristica e rito di beatificazione, in rappresentanza di Papa Francesco, verranno tenuti dal cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi.

Alla cerimonia, sono attesi non meno di tremila fedeli, provenienti da tutta Italia, ed in Delegazione, dalle 55 Congregazioni delle oltre 600 “Figlie” sparse nel mondo.

La notizia è stata ufficializzata ieri mattina nel Palazzo Arcivescovile di Lecce, dal vescovo di Ugento-Santa Maria di Leuca, monsignor Vito Angiuli, presenti il coordinatore del Comitato organizzatore dell’evento, don Giuseppe Indino, e la Superiora generale della Congregazione, Madre Ilaria Nicolardi, in occasione dell’incontro-stampa presentato da don Gionatan De Marco.

Al padrone di casa, l’arcivescovo metropolita Michele Seccia, impegnato nelle già programmate visite pastorali, nelle mani del vicario generale, don Gigi Manca, monsignor Angiuli ha consegnato un piccolo dono: un bassorilievo di arte sacra moderna.

“L’ospitalità dell’arcivescovo Seccia – ha detto monsignor Angiuli – è il segno, di sostanza e non di opportunità, della grande unione che regna nella Chiesa salentina, che oggi saluta la notizia della beatificazione di Madre Elisa Martinez, la prima della storia del Salento, che per di più è donna. Il che non è cosa da poco, per la nostra Chiesa, spesso accusata di essere maschilista”.

Al processo di beatificazione della Madre galatinese, morta a Roma nel 1991 all’età di 86 anni, dopo l’accertamento delle virtù eroiche teologali (fede, speranza e carità) e cardinali (prudenza, temperanza, fortezza e giustizia), che le valsero l’elevazione a Veneranda, come è già avvenuto per un altro Salentino, don Tonino Bello di Alessano, scomparso nel 1993 a Molfetta dov’era vescovo, si è giunti dopo un secondo accertamento, di tipo Canonico, relativo ad un evento miracoloso. Per Madre Elisa, alfiere dell’assistenza delle madri nubili, dei carcerati e dei migranti, ma anche dell’educazione della prima infanzia e della catechesi nelle Parrocchie, ha a che fare con lo spiccato senso della maternità, che sin dalla nascita, nel lontano 1938 a Miggiano, della Pia Unione delle suore dell’Immacolata, poi Congregazione delle “Figlie di Santa Maria di Leuca”, ha contraddistinto il suo cammino terreno.

Il miracolo riguarda la nascita di una bambina marchigiana, che rischiava di non poter venire al mondo per le improvvise complicazioni nella gravidanza della madre, al quinto mese di gestazione. Alla puerpera, i medici avevano consigliato l’aborto, ma la donna si oppose con tutte le proprie forze, affidandosi alle preghiere di Madre Elisa e delle sue “Figlie”. Inspiegabilmente anche sotto il profilo medico-scientifico, la bimba è poi venuta al mondo, godendo, al pari della madre, di ottima salute.

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