• 17 April 2024


Protesta all’Altare della Patria delle a firma Transfemministe Antifà.

Lo striscione contro i funerali di Stato del leader di Forza Italia Silvio Berlusconi: “Oggi non siamo in lutto, siamo in lotta!”.

Blitz stamattina all’Altare della Patria di Roma, dov’è comparso uno striscione con la scritta: “Oggi non siamo in lutto, siamo in lotta!” a firma Transfemministe Antifà. La protesta nel giorno dei funerali di Silvio Berlusconi, il leader di Forza Italia morto domenica scorsa 11 giugno all’età di ottantasei anni. Nove manifestanti hanno raggiunto Piazza Venezia e hanno esposto lo striscione, poi sono stati portati via al Commissariato Trevi.

“Viviamo in un Paese che conta quindici morti sul lavoro a settimana. Un Paese in cui ci sono stati quarantuno femminicidi soltanto nel 2023, quattordici morti per colpevole disastro climatico in Emilia Romagna e quasi cinquecento morti in mare uccisi dalle frontiere, di cui settantanove a Cutro. Un Paese con ottantacinque suicidi in carcere nel 2022. Di queste morti, di cui lo Stato è il primo responsabile, ci si cura molto poco nella forma pubblica e simbolica. Il lutto nazionale viene invece proclamato per una persona che ha causato danni incalcolabili al nostro Paese”.

“Berlusconi simbolo della maschilinità tossica egemonica”
Gli attivisti sono entrati intorno alle 9 di stamattina leggendo una nota con il magafono, prima di essere bloccati dalle forze dell’ordine: “Riforme devastanti all’istruzione e all’università, smantellamento del welfare, corruzione, connubio coi poteri più occulti e criminali quali P2 e Mafia, repressione atroce contro chi manifestava a Genova, legittimazione del neofascismo, leggi ad personam, e molto altro ancora. Il lutto nazionale viene proclamato oggi per un uomo bianco, etero, cis, ricchissimo, che ha sempre ostentato sessismo, omofobia, razzismo con cui ha contribuito alla violenza culturale che avvelena la nostra società da anni.

Un uomo che ha personificato la maschilità tossica egemonica, sprezzante verso tutti i corpi che non fossero nella norma e nel privilegio. Un uomo che ha dimostrato al paese che è proprio anche grazie a quella maschilità, sfoggiata come modello vincente, che si può acquisire potere, che si può disporre di qualunque cosa e di chiunque”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *