• 14 June 2024

«Un’apocalisse nucleare non è solo possibile, ma anche abbastanza probabile». A dirlo è Dmitry Medvedev, vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, sul suo canale Telegram. Secondo l’ex leader del Cremlino, presidente della Federazione Russa tra il 2008 e il 2012, ci sono «almeno due ragioni». Innanzitutto, sostiene Medvedev citando un articolo di un giornale russo, «il mondo è impegnato in uno scontro molto peggiore che durante la crisi dei Caraibi, perché i nostri avversari hanno deciso di sconfiggere la più grande potenza nucleare: la Russia. Sono senza dubbio degli idioti squattrinati». E sul secondo motivo aggiunge: «Le armi nucleari sono già state utilizzate, il che significa che non ci sono tabù».

L’attacco mirato di Mosca
Non è la prima volta che la Russia, e in particolare Medvedev, minaccia l’uso di armi nucleari nel conflitto in Ucraina. Ieri Kiev, tramite le parole del suo leader Volodymyr Zelensky, ha lasciato trasparire una certa preoccupazione per gli attacchi alla centrale nucleare di Zaporizhzhia, dove gli ucraini temono che la Russia voglia innescare una «esplosione nucleare controllata». L’ipotesi a cui, secondo Kiev, la Russia starebbe pensando è un attacco mirato alla centrale nucleare di Zaporizhzhia. L’obiettivo potrebbe essere quello di rievocare quanto accaduto alla centrale di Chernobyl – che si trova sempre in Ucraina – nel 1986, quando l’esplosione del reattore numero 4 diede vita al più grave incidente nucleare della storia.

In realtà, spiega oggi il Corriere, parlare di esplosione «controllata» è fuorviante, perché non c’è modo di controllare la nube radioattiva che inevitabilmente verrebbe rilasciata dalla centrale in caso di attacco mirato. Anzi, la stessa Russia potrebbe essere raggiunta dalle radiazioni, visto che le condizioni meteorologiche sono prevedibili solo parzialmente.

La centrale di Zaporizhzhia
Con i suoi reattori, la centrale di Zaporizhzhia è il più grande impianto nucleare europeo. Prima che scoppiasse il conflitto, forniva circa metà del fabbisogno elettrico di tutta l’Ucraina. Ed è proprio per questo che la centrale è diventata un obiettivo dell’esercito russo fin dalle prime settimane della guerra. L’impianto è stato visitato più volte dagli ispettori dell’Aiea – l’Agenzia internazionale per l’energia atomica – ed è stato colpito in diverse occasioni da proiettili di varie dimensioni. Finora, però, niente che possa davvero far pensare a un disastro nucleare, considerato che la centrale è pensata per resistere a impatti ben più forti, potenzialmente anche alla caduta di un aereo.

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