• 21 February 2024

L’amministrazione Biden prende atto dello stallo: casse vuote in mancanza di un accordo al Congresso per la proroga

Il sostegno fornito dagli Stati Uniti all’Ucraina nella sua guerra contro la Russia «si è interrotto». Lo ha annunciato ufficialmente questa sera il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale Usa, John Kirby, dopo che i fondi stanziati dal Congresso sono stati esauriti.

Nel frattempo, proseguono i negoziati tra democratici e repubblicani su un nuovo pacchetto di aiuti, con i conservatori che sembrano disposti a dare il loro voto favorevole solo in caso di contestuale approvazione di nuove stringenti misure di sicurezza al confine con il Messico per fermare la crisi migratoria. In un certo senso, si tratta di una situazione giá annunciata.

A inizio dicembre, era stata la direttrice del bilancio della Casa Bianca, Shalanda Young, a inviare una lettera al Congresso per avvisare i leader che, senza l’approvazione di nuovi aiuti, il sostegno economico a Kiev sarebbe finito presto.

L’ultimo appello (caduto nel vuoto) di Zelensky

Dall’invasione russa del febbraio 2022 ad oggi, il Congresso americano ha approvato complessivamente 113 miliardi di dollari destinati all’Ucraina. Un aiuto che ha potuto contare a lungo su un consenso bipartisan, ma che con il passare del tempo si è fatto più in bilico, con la crescita della fronda contraria nel partito repubblicano.

L’ultimo pacchetto di aiuti a Kiev, dal valore di 175 milioni di dollari, risale a inizio dicembre e comprende munizioni per la difesa aerea, munizione per l’artiglieria, missili anti-tank e attrezzature varie. Per convincere il Congresso americano ad approvare la nuova richiesta di finanziamenti della Casa Bianca, il presidente Joe Biden aveva provato ad avvalersi della presenza di Volodymyr Zelensky, volato fino a Washington proprio per provare a convincere deputati e senatori americani.

«Questi ritardi sono esattamente quello che vuole Vladimir Putin», ha detto il presidente ucraino ai membri del Congresso. Il suo appello, però, è caduto nel vuoto.

E questa volta, salvo ripensamenti, i fondi destinati all’Ucraina sono finiti per davvero.

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