• 4 March 2024

Piano in 10 punti sull’accoglienza degli sfollati dall’Ucraina in guerra che cercano rifugio nell’Ue, che sono ormai circa 3,8 milioni, e che stanno aumentando oggi al ritmo di circa 40.000 al giorno

L’accoglienza delle persone in fuga dall’Ucraina al centro dell’agenda europea. Hanno discusso di questo i ministri dell’Ue riuniti a Bruxelles nel Consiglio straordinario Affari interni.

“I vari governi stanno utilizzando un sistema d’immediato intervento nei confronti delle famiglie che stanno ospitando i profughi ucraini arrivati nei nostri Paesi. Per quanto riguarda l’Italia, tramite i comuni e il commissario per la protezione civile, stiamo valutando un contributo economico”, ha detto la ministra dell’Interno italiano Luciana Lamorgese al termine del Consiglio straordinario. 

“Credo sia stato un incontro positivo. Domani ci saranno incontri tecnici per quanto riguarda la piattaforma di solidarietà che riguarderà gli aiuti che i vari Paesi europei daranno alla Moldavia dove attualmente ci sono circa 100 mila persone da redistribuire su territorio europeo”, ha aggiunto Lamorgese. 

“Anche l’Italia farà la sua parte perché abbiamo sempre detto che il principio della solidarietà deve andare di pari passo a quello della responsabilità e quindi non faremo mancare il nostro sostegno anche in questa fase”, ha assicurato la ministra. 

La Commissione europea ha presentato oggi un piano in 10 punti sull’accoglienza degli sfollati dall’Ucraina in guerra che cercano rifugio nell’Ue.

3,8 milioni di rifugiati sono stati accolti nell’Ue, circa la metà sono minori. Molti si sono fermati nei paesi limitrofi all’Ucraina. Ma più di 1 milione è andato oltre in altri Stati membri”, ha riferito la commissaria Ue agli Affari interni, Ylva Johansson, nella conferenza stampa al termine del Consiglio.

“Quindi quella che sta facendo di più in questo momento è ovviamente la Polonia, che ospita più di un milione e mezzo di rifugiati in questo momento – ha aggiunto -. Ovviamente gli altri paesi vicini, Romania, Ungheria e Slovacchia, ma vorrei citare anche Austria, Repubblica Ceca, Estonia, Lituania, in questo momento ospitano davvero un buon numero di rifugiati ucraini. Calano i numeri degli arrivi. Al culmine avevamo 200.000 motociclisti al giorno, ora sono 40.000 al giorno”.

La commissaria ha rilevato che il numero dei profughi “è diminuito rispetto al picco degli arrivi, quando se ne contavano circa 200.000 al giorno. Ma dobbiamo essere pronti – ha avvertito – ad affrontare la situazione, se si deteriora ulteriormente” sul terreno in Ucraina.

Johansson ha sottolineato che uno dei 10 punti del Piano riguarderà il rischio che i trafficanti di esseri umani approfittino della situazione e che donne e bambini provenienti dall’Ucraina cadano vittime del traffico. Anche per contrastare questo rischio, “ci sarà una piattaforma Ue per segnalare tutti coloro che godranno della protezione temporanea” prevista dall’Unione per tutti i profughi in fuga dalla guerra. 

L’Ue sta lavorando con l’Ucraina, che ha una sua piattaforma riguardante gli sfollati che lasciano il Paese, per mettere in collegamento le due banche dati, ha precisato la commissaria. Verrà creato poi “un indice”, ha aggiunto Johansson, “su quanti rifugiati sono presenti in ciascuno Stato membro”, e che sarà aggiornato “su base settimanale”.

L’indice “sarà d’aiuto alla discussione sulla piattaforma di solidarietà, in cui ci sono Stati membri che offrono di più”, in termini di profughi da accogliere, “e sugli incentivi che verranno dati ai profughi per lasciare in particolare la Polonia”, dove oggi sono più di 1 milione, e gli altri paesi in cui il numero di persone arrivate pesa in modo sproporzionato. 

“Non stiamo lavorando a delle quote di redistribuzione dei profughi”, ha puntualizzato poi Johansson, rispondendo ai giornalisti. Il sistema, ha spiegato “è del tutto volontario: ci sono degli Stati membri che dicono che possono fare di più”. 

Gli ucraini, in effetti, hanno un visto che permette loro di viaggiare nell’Ue per 90 giorni, e possono recarsi in qualsiasi paese membro decidano per chiedere poi la protezione temporanea, che dà loro uno statuto simile all’asilo, ma concesso automaticamente, sulla mera base della provenienza dal Paese invaso dai russi.

“L’indice che presenterò comprenderà anche persone di altri paesi, non solo ucraini”, ha detto ancora la Commissaria. C’è probabilmente bisogno di chiarire ulteriori questioni su come organizzare il sistema della protezione temporanea e i modi di attuazione della solidarietà fra gli Stati membri, perché, ha ricordato Johansson, “è la prima volta che applichiamo la direttiva sull’asilo temporaneo, nonostante il fatto che sia una vecchia direttiva”, adottata nel 2001, ma mai attivata da allora.

“La guerra in Ucraina ha provato un numero di rifugiati cinque volte superiore a quello della Jugoslavia e tre volte superiore alla crisi siriana. E sono orgoglioso di poter dire che l’Unione Europea, con una decisione unanime e in tempo record, ha concesso diritti a tutti i profughi ucraini. Ora si tratta di voltare pagina e implementare questi diritti”, ha detto Margaritis Schinas, vicepresidente della Commissione europea incaricato di promuovere lo stile di vita europeo, al suo arrivo. 

“Assieme alla presidenza francese abbiamo preparato un piano d’azione di 10 punti che affronta le necessità degli Stati membri sulla prima linea di ricezione. Per il resto degli Stati dove la maggior parte dei rifugiati si sposteranno, vogliamo avere regole chiare sulla registrazione, sui trasporti, sulla protezione dei bambini e dei più vulnerabili e anche sulle procedure di finanziamento”, ha precisato Schinas. 

“Ora voltiamo pagina e proviamo ad attuare questi diritti (quelli della protezione temporanea, ndr) e renderli realtà. I bambini devono andare a scuola, i malati e i più vulnerabili in ospedale, le persone devono trovare lavoro il prima possibile e dobbiamo trovare degli alloggi per tutti”, ha precisato il commissario, che ha auspicato: “Spero che avremo una decisione unanime. Questa è l’Europa e il meglio dell’Europa”.

Nel Consiglio straordinario ci si concentrerà sui seguenti temi: l’attuazione del sostegno materiale e finanziario agli Stati membri, il monitoraggio e il coordinamento degli spostamenti all’interno dell’Ue, l’accoglienza dei rifugiati provenienti dalla Repubblica di Moldova e il controllo delle frontiere esterne e questioni di sicurezza.

Il 4 marzo 2022 l’Ue ha deciso di introdurre il regime di protezione temporanea. L’obiettivo è alleviare la pressione sui sistemi nazionali di asilo e consentire agli sfollati di godere di diritti armonizzati in tutta l’Unione Europea.

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areatecnica@scagency.it

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