• 17 April 2024


Agenti infiltrati incastrano 43 operai della droga: stroncato business da 5 milioni al mese
Gli esiti dell’operazione ‘Troy’, messa a segno nella città dell’Alto Tavoliere, da tempo indicata come crocevia di traffici di stupefacenti (soprattutto) cocaina, destinata anche a grossisti di altre province e regioni

Due agenti sotto copertura, due “trojan umani” infiltrati nelle ricche piazze di spaccio sanseveresi per svelarne i luoghi, i meccanismi, i canali di approvvigionamento e di smercio.

All’operazione hanno partecipato circa 300 uomini: oltre agli agenti della squadra mobile di Foggia e del Servizio centrale operativo della Direzione centrale anticrimine del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, hanno preso parte anche decine di pattuglie del Reparto prevenzione crimine, alcune unità cinofile antidroga, la polizia scientifica e il Reparto Volo di Bari.

“Abbiamo messo in campo le nostre armi più potenti per smantellare un fenomeno grave e insidioso”, spiega a margine della maxi operazione ‘Troy’, il direttore centrale anticrimine, prefetto Francesco Messina.

Solo in questo modo, infatti, era possibile penetrare all’interno dell’anti-stato di San Severo, dove interi quartieri erano stati trasformati in veri e propri fortini della droga, blindatissimi e videosorvegliati sia da occhi elettronici che da vedette in carne ed ossa. Per realizzare le ‘cittadelle della droga’ – con tanto di hub di stoccaggio dello stupefacente e coffee shop per la vendita al dettaglio – sono stati perpetrati negli anni veri e propri abusi: appropriazione di spazi condominiali o chiusure di strade pubbliche per creare i ‘non-luoghi’ in cui operare.

In sei mesi di indagini dall’interno, gli agenti hanno potuto accertare i guadagni milionari derivanti dall’attività: una ‘piazza’ frutta al mese dai 3 ai 5 milioni di euro al mese, accontentando acquirenti di ogni età ed estrazione sociale (da studenti minorenni a professionisti) e grossisti provenienti da fuori regioni per il rapporto qualità/prezzo offerto. All’esito dell’attività, la polizia ha arrestato 43 persone: si tratta di provvedimenti ‘differiti’, per non compromettere l’operazione in itinere; gli indagati rispondono, a vario titolo, delle 89 ipotesi di reato loro contestate. Lo spaccio avveniva anche nei pressi di scuole, oppure al chiuso di edifici, spesso in presenza di minori. Anche di bambini di appena 10 anni.

Si tratta del sesto blitz antidroga messo a segno a San Severo negli ultimi 10 mesi.

Nel complesso, l’operazione di polizia – coordinata dalla procura di Foggia – ha permesso di smantellare 13 fiorenti piazze di spaccio attive nella città dell’alto Tavoliere, già da tempo individuata come crocevia di ingenti traffici di droga (soprattutto cocaina) e riferimento per grossisti di altre province e regioni. La maxi-operazione si inserisce nel solco delle attività antidroga messe a segno tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022: “Abbiamo raccolto elementi importanti per ritenere San Severo centro importante dello spaccio di stupefacenti per comuni e regioni limitrofe”, spiega il procura capo di Foggia, Ludovico Vaccaro. “Tale attività avveniva in luoghi difficilmente accessibili, tanto da richiedere l’impiego di agenti sotto copertura, ai quali va il mio ringraziamento e apprezzamento”.

“Gli agenti infiltrati – ha aggiunto il direttore del servizio centrale operativo, Fausto Lamparelli – hanno potuto registrare 130 cessioni di droga, ma anche capire i meccanismi e la gestione dei flussi di stupefacente e denaro”, precisa. Nel corso delle attività, infatti, si è accertata la massiccia attività di traffico illecito di stupefacenti, gestita con una organizzazione simile alle attività commerciali lecite. Nel mirino degli agenti, soprattutto il quartiere ‘San Bernardino’, il complesso di via Mario Carli e il cosiddetto ‘Ferro di cavallo’ di via Giulio Cesare.

“Ma altre piazze erano attive in zone insospettabili”, puntualizza in conferenza il questore di Foggia, Ferdinando Rossi. “Ora lo scatto successivo sarà riappropriarsi degli spazi comuni della città e incidere sul tessuto sociale di San Severo. E’ necessaria, ora più che mai una azione di rivendicazione del territorio”, spiega. Le indagini, iniziate a fine 2021, hanno consentito di acquisire elementi indiziari a carico degli indagati, molti dei quali legati anche da stretti vincoli familiari, dimostrando la forte capacità operativa delle piazze di spaccio in questione, nonché la loro capacità a reperire e spacciare cospicue quantità di sostanza illecita di vario tipo. Le varie “salette” di spaccio e coffee shop individuate, i cui locali sono stati sottoposti a sequestro preventivo, sono totalmente abusive, alcune con porte blindate, doppi accessi di sicurezza e sistemi di video sorveglianza operativi H24 con presenza di “vedette” e stufe accese all’interno, per bruciare la sostanza stupefacente in caso di improvvisi controlli da parte delle forze dell’ordine, con grave rischio per l’incolumità pubblica.

Le mirate perquisizioni messe a segno durante le fasi di indagine, inoltre, hanno consentito di trarre in arresto in flagranza una donna, legata da vincoli di parentela con uno dei destinatari del provvedimento, per detenzione di arma con matricola abrasa e di rinvenire, con conseguente sequestro a carico di ignoti, una ulteriore pistola per la quale sono in corso accertamenti.

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