• 14 June 2024

A scuola i bambini della seconda elementare sono più bravi dei ragazzi che frequentano il quinto superiore.

Sembra strano, ma è quello che emerge dai risultati dei test Invalsi dell’anno scolastico 2020/21 a cui sono stati sottoposti gli studenti pugliesi delle scuole di ogni ordine e grado.

I risultati medi delle prove sono stati sviluppati nell’ambito di uno studio della fondazione indipendente Openpolis – in collaborazione con l’Impresa sociale “Con i bambini” – riguardante le competenze alfabetiche degli scolari in Italia.

Secondo questi dati, infatti, in un range di punteggio compreso tra un minimo di 150 e un massimo di 230, coloro che frequentano la seconda elementare a Bari hanno ottenuto – nei test in italiano – un risultato medio alto, pari a 220,50. Un dato che cala sempre più man mano che prosegue il percorso di studio dei ragazzi.

In quinta elementare lo “score” è di 208,95, mentre in terza media si registra un punteggio di 199,72, che arriva a 170,58 in quinto superiore. Un rating medio decisamente basso, seppur circoscritto ad una sola materia, che evidenzia un livello di competenza alfabetica insufficiente, oltre che un apprendimento in italiano mediocre.

Bisogna considerare, tuttavia, che, almeno per quel che concerne l’ultimo anno di scuola superiore, gli studenti pugliesi che si sono sottoposti agli Invalsi in quell’anno scolastico sono stati il 72,31 per cento.

Da questa panoramica si può dedurre che le capacità come leggere e comprendere un testo, esprimersi in modo appropriato e interpretare le diverse forme di comunicazione (ovvero le cosiddette «competenze alfabetiche», spesso date per scontate) sono, quindi, inversamente proporzionali al grado di scuola frequentata.

Un dato che dovrebbe perlomeno preoccupare, anche se “giustificato” dalla situazione creatasi dopo l’emergenza pandemica (basti pensare alle conseguenze delle Dad, la didattica a distanza).

Se si sposta lo sguardo fuori dai confini comunali, si può chiaramente notare come, nel 2021, la Puglia sia stata tra le nove regioni italiane con una percentuale di capacità alfabetiche decisamente sotto la media nazionale, con il 42,7% degli studenti che hanno competenze inadeguate, a fronte di una media del 39,2% (dati aggiornati ad aprile di quest’anno).

Una quota che varia tra il 34,5% del Nord, il 35,9% del Centro e il 47,1% del Mezzogiorno.

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