PIAZZA DI SPAGNA – NASCE IL PRIMO CENTRO COMMERCIALE EUROPEO DEL METAVERSO

L’Università Popolare LUCE APRE LA SUA COMUNITA’ DELLE IDEE NEL METAVERSO!

L’Università Popolare LUCE apre la sua “COMUNITA’ DELLE IDEE” alle imprese, alle scuole e alle organizzazioni datoriali, con la realizzazione di uno SPAZIO DEDICATO per la realizzazione di aree immersive e interattive, in grado di migliorare e potenziale il proprio portafoglio clienti e il successo nei nuovi mercati.

C’è ancora molto da fare e da capire, ma gli esperti consigliano di non aspettare per aprire un negozio nel metaverso. Si entra come in qualsiasi nuovo mercato ma a fare la differenza è l’immersività dell’esperienza. Che cosa stanno facendo i grandi brand.

Il Metaverso per alcuni è uno spazio virtuale, tridimensionale e immersivo, per altri è il nuovo Internet, per taluni è un insieme di più mondi condivisi in 3D che sono interattivi e collaborativi. C’è anche chi pensa sia il prossimo social media e chi lo considera come la convergenza tra online e fisico, un gemello digitale della nostra quotidianità.

In realtà la sua nascita e la sua spiegazione si devono a Neal Stephenson, che conia il termine nel suo romanzo “Snow crash” (1992) per descrivere uno spazio tridimensionale regolato da norme specifiche e differenti dalla vita reale, all’interno del quale le persone fisiche si possono muovere e interagire attraverso degli avatar personalizzati.

Per gli appassionati del genere, un po’ come il mondo rappresentato in Ready Player One di Spielberg.
A ben guardare, però, tutte le definizioni (o, meglio, le interpretazioni) hanno in comune lo scopo del Metaverso: permettere di interagire con le persone, esattamente come si fa nella quotidianità. Ed è proprio questo uno degli aspetti che lo rende interessante per i player dell’intera filiera retail.

Verso il meta-ibrido

Fino ad ora il Metaverso è stato popolato per la maggior parte dal gaming – anche grazie agli oltre 4 miliardi di dollari investiti da molte venture capital in piattaforme di entertainment – con Fortnite e Roblox come precursori. Alcuni big brand – tra i quali Burberry, Dolce & Gabbana, Hermes e Gucci – hanno però già iniziato a giocare la partita dei NFT, aprendo così la strada a un maggiore coinvolgimento del retail. Altri invece si sono dati alla creazione di progetti speciali: Nike, ad esempio, ha lanciato “cryptokick” che consente, attraverso una criptovaluta, di associare un asset digitale a ciascuna scarpa. In questo modo è possibile tracciare la vita di ogni sneaker: dalla produzione, compresi i vari passaggi in fabbrica, fino al retail. Ha inoltre acquistato una piattaforma di moda che si dedica all’ideazione e creazione di sneaker digitali (RTFKT Studios) per poter offrire i propri prodotti nel Metaverso. Etsy, invece, ha inaugurato la sua esperienza virtuale aprendo The Etsy House, la casa virtuale iperrealista e 3D con pareti decorate esclusivamente con oggetti rivenduti dal brand (tutti acquistabili). Gli utenti possono navigare nella casa cliccare per ulteriori informazioni e altre foto, ma anche vedere ciascun articolo da ogni angolazione, grazie a un sofisticato strumento di modellazione 3D.

Bisogna poi considerare l’avvento del commercio D2A (direct to avatar) che, secondo gli esperti, sbloccherà innumerevoli opportunità per i brand nel Metaverso e contribuirà ai previsti $ 400 miliardi di entrate che alimenteranno i mondi virtuali entro il 2025. Cifra che non sembra così irraggiungibile se si pensa al successo avuto dalla prima MVFW (Metaverse Fashion Week) che ha visto coinvolti circa 50 brand che hanno sfilato con degli avatar sulla piattaforma Decentraland; ai risultati ottenuti da RTFKT Studios che ha venduto 600 paia di sneakers digitali realizzate con l’artista FEWOCiOUS in appena 6 minuti dal lancio, con oltre 3,1 milioni di dollari di incasso e, infine allo strepitoso guadagno per una borsa Gucci virtuale venduta all’interno di Roblox per $ 4.115, quasi $ 800 in più rispetto alla sua versione fisica.

Ma le cose stanno cambiando velocemente, secondo McKinsey, nel 2022 sono già stati investiti 120 miliardi di dollari nel metaverso, più del doppio dei 57 miliardi investiti nel corso dell’intero 2021.

corona Luce.pngInoltre, sempre secondo McKinsey, entro il 2030, l’impatto economico globale del metaverso potrebbe raggiungere i 5 trilioni di dollari interessando numerosi settori: e-commerce, gaming, education, retail e banking, per citarne alcuni.

Riassumendo, Metaverso ha dalla sua parte la passione delle persone per l’entertainment e uno spazio d’azione teoricamente illimitato. Nel Metaverso possono convivere e interagire tra loro, in modalità realtà aumentata, shop virtuali, piattaforme di e-commerce, servizi di entertainment, siti di informazione e molto altro. È, quindi, facile intuire come questa nuova frontiera non solo offra la possibilità di rivoluzionare le dinamiche con cui si promuovono prodotti e servizi e con cui li si acquista, ma anche di innovare in modo radicale e le modalità di fidelizzazione della clientela. Con queste premesse, quando sarà a pieno regime, il Metaverso entrerà prepotentemente nella shopping journey, migliorando l’esperienza d’acquisto e accelerando il processo di conversione.
È l’avvento di un nuovo retail, il meta-ibrido. Nel Metaverso, infatti, il tempo è irrilevante, e i luoghi sono sempre accessibili, essendo, appunto, virtuali. Acquisti in ogni momento, da ogni luogo, con un’experience consistente tra fisico, digitale e virtuale, senza dover uscire di casa.
Attenzione però, molti esperti avvertono di un grosso rischio: quello di scomparire dal reale.

Quasi nessuno vivrà la propria vita nel Metaverso, rivenditori e brand, dovranno considerarlo solo un canale in più per incrementare le vendite omnichannel, non l’unico touchpoint.

CENTRI COMMERCIALI DEL METAVERSO

Con la conferma di Decentraland come luogo per i negozi al dettaglio (a fine dicembre 2021 gli utenti registrati in questa piattaforma erano più di 800.000 e quelli attivi mensili erano poco meno di 500.000) si sta già pensando a uno spazio più specifico per i centri commerciali. Il primo realizzato e pronto in Europa è proprio quello realizzato da Università Popolare LUCE.

Republic Realm, un team di investimento NFT che acquisisce e sviluppa immobili digitali, ad esempio, ha acquistato immobili virtuali a Decentraland per creare Metajuku, un centro commerciale ispirato al Harajuku di Tokyo. RFOX VALT, con sede nel sud-est asiatico, è invece un’esperienza di acquisto immersiva simile a un centro commerciale che combina giochi, e-commerce, intrattenimento, AR, VR e NFT. La piattaforma prevede 120 negozi, con tutti gli asset a cui siamo abituati nel mondo reale (come ad esempio cartelloni pubblicitari).

corona Luce.pngMa nel Metaverse “spendere” deve diventare più facile: lo ha compreso bene la società sudcoreana di carte di credito Shinhan Card che ha creato una carta prepagata che può essere utilizzata sia nel mondo virtuale sia in quello reale.

IL PROGETTO PIAZZA DI SPAGNA

La prima parte del progetto prevede la creazione di spazi fieristici per promuovere prodotti e servizi in modo innovativo, facendo crescere e internazionalizzare la propria azienda:

– sia in ambito reale, con la partecipazione di Buyers Internazionali, di Venture Capitalist, oltre che di diversi milioni di potenziali clienti

– sia nel metaverso con la realizzazione di atelier virtuali che interagiscono con il reale, con presentazioni multimediali, utilizzando, grazie a Sharing Europa, le piu’ innovative tecnologie di comunicazione.

Oltre al vantaggio di essere il Primo Centro Commerciale Europeo del Metaverso, l’investimento e’ possibile accompagnarlo con la richiesta dei fondi previsti dal PNRR per le imprese creative e il Fondo Nuove Competenze!

Il primo centro prevede 20 spazi a disposizione delle aziende interessate!

Le richieste saranno accolte in ordine cronologico di arrivo!!

La presentazione ufficiale di Piazza di Spagna e delle aziende partecipanti avverrà a fine gennaio alla Camera dei Deputati a Roma, alla presenza di autorità istituzionali, buyers e venture capitalist!

Per aderire scrivere a info@universitaluce.it o contattare il 375/6282095!

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