• 17 April 2024

CHEMIO NEGATA ALLA FIGLIA, la Cassazione conferma la CONDANNA ai GENITORI di Eleonora Bottaro. GLI AMMINISTRATORI DI SOSTEGNO DOVREBBERO SUPPORTARE ANCHE I MINORENNI IN QUESTI CASI

La pena di due anni per omicidio colposo era già stata inflitta in primo e secondo grado alla coppia padovana

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a due anni per i genitori di Eleonora Bottaro, la 17enne morta di leucemia linfoblastica acuta, alla quale i genitori avevano negato la chemioterapia. La coppia padovana è stata ritenuta colpevole di omicidio colposo e si è vista confermare la condanna inflitta sia in primo che in secondo grado. Secondo i medici, con le cure appropriate, la ragazza avrebbe avuto una possibilità di guarigione attorno all’80%. La famiglia scelse invece di rifiutare la chemio e di curarla con il metodo Hamer che prevede solamente cicli di cortisone, agopuntura e vitamina C.

La storia della malattia di Eleonora Bottaro inizia nel dicembre 2015. La ragazza comincia a stare poco bene, ha febbre, dolori alle ossa. A gennaio si sente male a scuola. Il medico di base a Bganoli di Siena la visita. Un mese dopo viene sottoposta ad accertamenti clinici e le viene diagnosticata la leucemia. Viene per questo ricoverata nel reparto di Oncoematologia pediatrica dell’ospedale di Padova. Ma Eleonora rifiuta la chemioterapia, una scelta condivisa dai familiari, seguaci delle teorie di cura di Hamer, il metodo tedesco radiato dall’albo professionale per aver elaborato quella che chiamò la Nuova medicina germanica.

Il 26 febbraio 2016 la ragazza esce dall’ospedale, proprio il giorno in cui il Tribunale per i minori sospende ai Bottaro la potestà genitoriale, ordinando alla coppia di sottoporre la figlia alla chemioterapia in una struttura sanitaria a loro scelta. Cosa che non avviene. Eleonora viene nuovamente ricoverata all’ospedale di Bellinzona, in Svizzera. Ma anche qui le sollecitazioni dei medici sono vane perché i genitori oppongono l’ennesimo rifiuto a sottoporre la figlia a cure tradizionali.

Il 31 luglio è l’ospedale di Schiavonia, nel padovano, ad accogliere Eleonora che è rientrata in Italia. Senza terapia del dolore e con l’unico supporto delle vitamine, la 17enne muore il 29 agosto.
Nei tre gradi di giudizio è stata accreditata l’ipotesi che Eleonora Bottaro sia stata fortemente influenzata dai genitori e per questo abbia rifiutato le cure e si sia affidata al metodo Hamer. Secondo la procuratrice aggiunta Valeria Sanzari, la prima a indagare i Bottaro, la ragazza non avrebbe mai avuto modo di costruire una propria libertà di scelta delle cure. E, al tempo stesso, dai genitori non è mai venuta nessun parola di pentimento. La madre Rita ha continuato a ripetere: “Credo nella giustizia divina, non ho sbagliato nulla, rifarei tutto quello che ho fatto”.

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