• 17 April 2024

Fano, “Il marito di una mia amica mi ha violentato in auto”

Lei accusa un amico di famiglia di averla violentata in macchina di ritorno da una festa.

Era la notte tra il 19 e il 20 marzo scorso, nella zona collinare di Fano. Per essere certi di quello che la ragazza sostiene, il sostituto procuratore Silvia Cecchi ha chiesto e ottenuto dal gip di procedere con un incidente probatorio per consentire alla giovane di ripetere le accuse alla presenza dell’accusato. Ed è quello che è avvenuto ieri in tribunale a Pesaro di fronte al gip Antonella Marrone. La ragazza, che ha 22 anni, ed è tutelata dall’avvocato Roberto Brunelli, non ha avuto esitazione nel ripercorrere i fatti. In particolare, avrebbe ribadito che quella sera si trovavano ad una festa insieme alla moglie dell’accusato. Poi lei se n’è andata presto con i figli mentre lei è rimasta ancora un po’.

Ad un certo punto, il marito dell’amica che si era trattenuto le ha offerto un passaggio per casa dicendo che intendeva andarsene presto per tornare dalla famiglia. Così la ragazza, senza il minimo sospetto, è salita in auto ma durante il tragitto, o meglio quasi subito, il 37enne avrebbe allungato le mani ovunque iniziando a palpeggiarla malgrado stesse guidando.

Poi si sarebbe infilato in una stradina buia fermandosi.

Qui, il marito dell’amica, l’avrebbe costretta a subire una rapporto sessuale senza preoccuparsi di cosa ne pensasse la ragazza.
La donna ha raccontato il giorno dopo ai carabinieri e ieri in aula di aver urlato e tentato di uscire dall’auto ma essendo una stradina isolata e buia ha avuto anche il terrore di venir uccisa se non avesse eseguito i voleri dell’uomo.

L’uomo, resosi conto di essere atteso a casa dalla moglie, ha desistito lui stesso dal continuare accompagnando la ragazza alla macchina parcheggiata davanti al bar del paese.

Prima di farla scendere dalla propria vettura, l’uomo si sarebbe raccomandato di non dire niente a nessuno e di considerare quello che era successo come un segreto tra loro.

La ragazza invece non ha avuto nessuna esitazione nel confidarsi con la famiglia di quanto accaduto per poi presentarsi dai carabinieri e raccontare tutto.

Ora gli atti dell’inchiesta torneranno al pm perché decida se chiedere il rinvio a giudizio del 37enne

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