• 17 April 2024

Se la dieta a base di insetti può rappresentare il futuro nella ricerca di cibi alternativi, alla mensa di Bankitalia pare che qualcuno voglia anticipare i tempi con una certa fretta. A prenderla con ironia sono gli stessi sindacalisti della Cisl di via Nazionale, dopo che un dipendente si è ritrovato un grosso scarafaggio nel piatto di spinaci che stava per mangiare durante la pausa pranzo nella mensa aziendale. «In questa rivoluzione culinaria, sembrerebbe che la nostra mensa aziendale Pellegrini Spa stia anticipando i tempi», scherzano i sindacalisti nel comunicato con tanto di foto del caso scoppiato lo scorso 30 giugno. Nella foto diffusa dalla Cisl si vede l’insetto di circa 30 mm accostato a una moneta per rendere più chiara la dimensione importante della bestiola. «Purtroppo non si tratta di un piccolo volatile che potrebbe essere atterrato inavvertitamente nel piatto del malcapitato – recita la nota della Cisl – ma di uno scarafaggio senza vita, sepolto al di sotto di una porzione di spinaci e sicuramente cucinato».

Davanti a quel piatto, il pensiero inevitabilmente è andato a Braccio di ferro, che «mangiava gli spinaci per l’elevato contenuto di ferro – raccontano i sindacalisti – anche se nel corso degli anni è stato dimostrato che, per un mero errore di traduzione, li mangiava per assumere la vitamina A». In questo caso però nessun fraintendimento: per la Cisl quell’insetto non è capitato lì per caso. E ovviamente la «ricerca di alternative di cibo per il futuro» c’entra davvero poco. Quel caso non sarebbe stato un «incidente casuale, che può capitare se si mangia nell’area esterna, ma siamo davanti a un evento con responsabilità della cucina».Lo scarafaggio è stato imbustato assieme agli spinati dal responsabile della cucina «per repertare l’accaduto» e chiarire la faccenda con i fornitori. Ma nel frattempo la versione data al sindacato pare un po’ claudicante: «Ci ha comunicato che molto probabilmente si è trattato di una svista di chi ha aperto la busta con gli spinaci acquistati da terzi, e che, nell’inserirli nel contenitore per avviare la cottura, non si è accorto di nulla, ammettendo di fatto che la Pellegrini non ha alcuna responsabilità». Il caso ora è stato portato alla Direzione del servizio, ai responsabili della mensa e del contratto gestito da Bankitalia, oltre che ai colleghi della mensa di via Tuscolana. Nel frattempo per i dipendenti del servizio banconote di Bankitalia non resta che lanciare il tam tam, perché tengano gli occhi aperti sui piatti che stano per gustare. E un avviso sarebbe già arrivato alla Asl e al comando dei carabinieri del Nas che potrebbero approfondire che cosa succede in quella cucina che serve circa 400 pasti al giorno.

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