• 17 April 2024

La Commissione europea mercoledì presenterà il maxi pacchetto RePowerEu nel quale indicherà la road map per raggiungere l’indipendenza dalle fonti fossili russe entro il 2027, e le misure a breve e lungo termine per affrontare l’impennata dei prezzi dell’energia, con un tetto al prezzo del gas ma solo nel caso di un’interruzione improvvisa su larga scala o totale delle forniture di gas russo.

Insieme presenterà anche la revisione delle linee guida per l’uso dei fondi dei Pnrr e le nuove regole che aprono a nuovi investimenti in infrastrutture legate al gas e al petrolio (in un’ottica di diversificazione delle forniture), che finora non erano ammesse in base al regolamento della Recovery and Resilience Facility (lo strumento principale di Next Generation Eu). Vengono ammesse anche le infrastrutture energetiche che erano escluse dai recenti criteri per i progetti di interesse comune.

In concreto  sarà possibile finanziare rigassificatori, gasdotti con già la predisposizione per l’idrogeno, ma si sta discutendo anche di permettere di ampliare o fare piccole deviazioni agli oleodotti già esistenti (con particolare attenzione a quello adriatico che collega la Croazia all’Ungheria), di cui hanno bisogno Budapest, Praga e Bratislava per poter attuare l’embargo sul petrolio russo non avendo uno sbocco sul mare. Superato anche lo stallo nelle trattative sul sesto pacchetto di sanzioni, che l’Ungheria sta bloccando. Ieri in un’intervista a El País il ministro degli Esteri Szijjártó ha spiegato che a Budapest occorrono 700-750 milioni per la parte infrastrutture e raffinazione, oltre a una proroga più lunga per l’embargo.

Le nuove linee guida mirano a inserire nuovi capitoli alla luce degli obiettivi politici contenuti in RePowerEu sulla base del nuovo regolamento.

Secondo la bozza gli investimenti su gas e petrolio, che contribuiscono a diversificare le forniture e a rafforzare la sicurezza energetica dell’Ue «non dovrebbero essere tenuti a rispettare il principio del Do no significant harm», secondo cui gli interventi previsti dai Pnrr non devono arrecare nessun danno significativo all’ambiente. Ai nuovi progetti sarà data priorità.

L’Italia potrà prevedere nuovi rigassificatori e l’aumento della capacità di trasporto lungo la rete esistente. È allo studio l’uso dei fondi strutturali Ue, con un trasferimento fino al 5%, per finanziare i nuovi progetti dei Pnrr per quei Paesi che hanno già esaurito la propria quota tra sussidi e prestiti, come l’Italia.

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