• 14 June 2024

Fin dove arriva la libertà di cronaca e arbitrio dei giornalisti e il diritto alla privacy delle persone oggetto di inchiesta? In Italia su più fronti il diritto alla riservatezza viene ignorato del tutto e si distruggono le vite delle persone. Facce, nomi, cognomi, abitazioni divulgate come nulla fosse.

Il caso in questione è stato intitolato “morire di chat” ma non solo. Le morti sono state due e la seconda è stato più “morire di gogna”, di mancanza di privacy che si deve a chiunque al di là di ogni giudizio morale negativo sulle vicende. Un esempio è il doppio suicidio di Forlì.

“Mai più un caso come quello dei suicidi di Forlì”: è netto e chiaro, Pier Silvio Berlusconi, affrontando la tragedia del doppio suicidio, con un 64enne molto conosciuto in città che si toglie la vita dopo che il servizio delle Iene ne aveva svelato la doppia identità in relazione al gesto estremo, un anno fa, del 24enne Daniele.

L’amministratore delegato di Mediaset interviene nel corso di un incontro con i giornalisti dedicato al bilancio degli ascolti d’autunno. Rispondendo a una domanda sui drammatici episodi, che oltretutto hanno spinto i magistrati ad aprire un fascicolo a carico di ignoti per istigazione al suicidio, non si sottrae: “È una vicenda che tocca la mia sensibilità: noi facciamo una tv che si occupa di tutti i temi, anche di cronaca, e nel farlo capita di andare oltre ciò che è editorialmente giusto. Penso che dovremo alzare il livello di attenzione e sensibilità”, ammette l’ad.

Poi sottolinea: “Le Iene sono un programma fatto da signori professionisti, Parenti è bravo. Ma è una questione di sensibilità personale: da editore dico che quella cosa lì non mi è piaciuta.

Capita, ma bisogna tenere alto il livello di guardia”.

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