• 4 March 2024

Il dugongo, la sirena dei mari, è scomparso da ormai vent’anni in Cina, e ora è stato dichiarato ufficialmente estinto.

Che succede negli altri mari?

La leggenda delle sirene, le bellissime donne-pesce che incantano i marinai per poi farli schiantare sugli scogli, ha origini antichissime ma ad alimentarla fu con ogni probabilità dall’avvistamento di un mammifero marino non altrettanto bello, almeno non in senso umano: il dugongo, una delle quattro specie che costituiscono dell’ordine Sirenia e l’ultimo rappresentante rimasto della sua famiglia, i Dugongidae.

Un tempo molto numerosi nei mari dell’Oceano Pacifico (e non solo: in passato c’è stata anche una popolazione nel Mediterraneo), negli ultimi anni la pesca eccessiva, il riscaldamento delle acque e anche la caccia diretta hanno fatto crollare i loro numeri.

Oggi, come riportato su Royal Society Open Science, il dugongo è ufficialmente estinto in Cina, dove non viene avvistato da vent’anni; e anche nel resto del mondo non se la passa bene.

NIENTE SIRENE IN CINA.

Nei mari della Cina, gli avvistamenti di dugonghi sono sempre stati normali.

Lo studio riporta che hanno conosciuto un picco negli anni Sessanta, e che dal 1975 hanno cominciato a declinare rapidamente. È dal 2008 che un pescatore non riporta un avvistamento verificato, e addirittura dal 2000 che una missione scientifica non riesce a vederne uno.

Vent’anni senza dugonghi che hanno spinto un team della Chinese Academy of Sciences a investigare, e a scoprire se davvero questi animali non nuotano più nelle acque cinesi.

La loro conclusione è purtroppo quella prevista: il dugongo si può dichiarare “funzionalmente estinto”, almeno in Cina.

Ci sono, in verità, notizie di avvistamenti avvenuti negli ultimi cinque anni, che però non sono mai stati confermati da un’indagine scientifica; e anche se fossero legittimi, è probabile che si tratti di esemplari che vivono altrove (per esempio nelle Filippine) e che si sono ritrovati in Cina per caso.

COME STA IL DUGONGO?

Secondo uno dei co-autori dello studio, che lavora al London Institute of Zoology, le speranze che questo declino possa venire arrestato sono zero: stando alle sue parole, «la loro assenza avrà un effetto a cascata su tutto l’ecosistema, ma ci deve servire anche come sveglia, perché ci ricorda che le estinzioni possono avvenire senza che ce ne accorgiamo, e senza che abbiamo il tempo di applicare adeguate misure di conservazione».

Al momento, l’IUCN classifica i dugonghi come vulnerabili, e la CITES ne vieta la caccia e la vendita di carne e altri prodotti derivati (tra cui l’olio, usato come conservante).

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areatecnica@scagency.it

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