MATTIA BINOTTO LASCIA LA FERRARI.

DOPO TANTE VOCI SEMPRE SMENTITE, OGGI LA NOTIZIA UFFICIALE!

Al termine di una stagione segnata da risultati deludenti, criticità e incomprensioni tra piloti e team, si conclude la carriera quasi trentennale del Team Principal

Mattia Binotto lascia il ruolo di team principal della Ferrari: dopo due settimane di indiscrezioni è arrivato l’annuncio ufficiale che il 53enne si è dimesso e a fine anno si farà da parte, dopo un mondiale di Formula 1 chiuso al secondo posto nella classifica piloti e in quella costruttori ma costellato di errori e scivoloni.

È la fine di un’epoca per l’ingegnere nato a Losanna da genitori emiliani che lascia il Cavallino dopo 18 anni senza portare a termine il contratto in scadenza a fine 2023.

All’indomani dell’azzeramento dei vertici della Juventus, parte quindi anche il rinnovamento alla Ferrari voluto dal presidente John Elkann con il cambio del responsabile della gestione sportiva della scuderia.

L’amministratore delegato, Benedetto Vigna, in una nota ha ringraziato Binotto per aver reso competitiva la scuderia: “Siamo in una posizione di forza per rinnovare il nostro impegno, in primo luogo per i nostri incredibili fan in tutto il mondo, per vincere” il mondiale piloti, ha assicurato.

Poi ha annunciato “il processo per identificare il nuovo team principal, che dovrebbe concludersi nel nuovo anno”.

In pole resta il francese Frederic Vasseur, attuale capo dell’Alfa Romeo-Sauber. Il 54enne ingegnere francese, un curriculum da uomo di corse costruito gestendo team nelle serie minori, sarebbe forte del rapporto con i vertici del gruppo Stellantis costruito in questi anni di gestione della Sauber, brandizzata Alfa Romeo.

Sotto la sua gestione, tra l’altro, Charles Leclerc aveva esordito in Formula 1.

Binotto era diventato team principal nel 2019 succedendo a Maurizio Arrivabene e sotto la sua guida erano arrivate subito tre vittorie (2 di Leclerc, 1 Vettel) e più altre quattro nel 2022 (3 Leclerc, 1 Sainz) in una stagione caratterizzata però da un’incredibile serie di errori del box e probelemi tecnici.

In mezzo i campionati del 2020 e 2021 avari di soddisfazioni, con l’ombra di un accordo segreto tra Maranello e la Fia in seguito a presunte irregolarità nel motore della macchina 2019.

“Lascio un’azienda che amo, della quale faccio parte da 28 anni, con la serenità che viene dalla convinzione di aver compiuto ogni sforzo per raggiungere gli obiettivi prefissati”, ha commentato Binotto.

“Lascio una squadra unita e in crescita. Una squadra forte, pronta, ne sono certo, per ottenere i massimi traguardi, alla quale auguro ogni bene per il futuro. Credo sia giusto compiere questo passo, per quanto sia stata per me una decisione difficile. Ringrazio tutte le persone della Gestione Sportiva che hanno condiviso con me questo percorso, fatto di difficoltà ma anche di grandi soddisfazioni”.

Binotto era entrato a Maranello nel lontanissimo 1995, quando aveva solo 26 anni: iniziò come ingegnere motorista nella squadra test, per poi lavorare con la stessa mansione, dal 1997 al 2003 nel reparto corse. Nel 2016 arrivò la promozione a direttore tecnico e nel 2019 l’incarico di Team principal, direttore sportivo.

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