• 17 April 2024

Bonus di 20 mila euro per chi si sposa in chiesa, la proposta della Lega: «Esteso anche ai matrimoni civili»

Il governo frena sulla proposta appena presentata in parlamento.

Per ottenerlo si dovrà essere under 35 con reddito inferiore a 23 mila euro.

Obbligatorio inoltre svolgere il rito in Italia

Sembra una fake news. Invece non lo è! Alcuni parlamentari hanno depositato la proposta formalmente.

Bonus di 20 mila euro per chi si sposa in chiesa, la proposta della Lega: «Esteso anche ai matrimoni civili»

Incentivare i matrimoni in chiesa con un maxi-bonus da 20mila euro.

Cinque deputati dalla Lega hanno proposto la misura, che serve ad aiutare i giovani che vogliono sposarsi, ma anche a ridare slancio al rito religioso, in calo rispetto al passato.

Una proposta che ha scatenato l’opposizione e la critica.

Poi, dopo le polemiche social, è arrivato il dietrofront: «La proposta di legge a mia prima firma, volta a incentivare il settore del wedding, che per questioni di oneri prevedeva un bonus destinato ai soli matrimoni religiosi – ha dichiarato il deputato Domenico Furgiuele – durante il dibattito parlamentare sarà naturalmente allargata a tutti i matrimoni, indipendentemente che vengano celebrati in chiesa oppure no».

Fredda reazione da Palazzo Chigi: la misura non è allo studio del governo.

20mila euro per il matrimonio

La proposta di legge, da destinare agli under 35 con reddito inferiore a 23 mila euro e che festeggino le nozze in Italia, è stata depositata ad apertura della legislatura, il 13 ottobre.

«Per le spese documentate connesse alla celebrazione del matrimonio religioso, quali la passatoia e i libretti, l’addobbo floreale, gli abiti per gli sposi, il servizio di ristorazione, il servizio di acconciatura e il servizio fotografico – è scritto nel testo depositato – a decorrere dal primo gennaio 2023, è riconosciuta una detrazione dall’imposta lorda nella misura del 20 per cento delle spese fino a un ammontare complessivo di 20.000 euro».

Quanto costerà allo Stato

La spesa per lo Stato, nella proposta di legge, è quantificata in 120 milioni per il 2023, 90 milioni per il 2024 e 85 milioni per il 2025.

La proposta di legge analizza i numeri dei matrimoni civili che «pur avendo subito un calo consistente nei primi mesi del 2020, avevano già mostrato in piena pandemia una variazione negativa più contenuta rispetto ai matrimoni religiosi».

Quindi sostiene che «la diversa intensità nella diminuzione dei matrimoni è riconducibile anche alle diverse tipologie di celebrazioni e festeggiamenti, nonché al livello di partecipazione che in genere contraddistinguono le tradizioni del nostro Paese».

Insomma, è la sintesi dei parlamentari: «Le ragioni che allontanano le giovani coppie dall’altare e che le portano a prendere in considerazione solo ed esclusivamente il matrimonio civile sono molteplici e di natura differente. Innanzitutto il matrimonio civile è di per sé una celebrazione meno onerosa rispetto al matrimonio religioso».

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