• 2 March 2024

La Cina ha attaccato il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg colpevole – a suo dire – di «diffondere disinformazione» quando ha affermato che Pechino ha sostenuto la guerra della Russia contro l’Ucraina, a dispetto della crescente pressione internazionale perché prenda le distanze da Mosca. Il portavoce del ministero degli Esteri Wang Wenbin ha risposto piccato sul punto e nel briefing quotidiano ha replicato che «accusare la Cina di diffondere false informazioni sull’Ucraina è di per sé diffondere disinformazione. La posizione della Cina è coerente coi desideri della maggior parte dei Paesi grazie a un atteggiamento obiettivo e giustificato che chiede di realizzare un cessate il fuoco il prima possibile e di evitare una crisi umanitaria». Quindi, «qualsiasi accusa e sospetto ingiustificato contro la Cina sarà sconfitto: abbiamo sempre sostenuto che l’Ucraina dovrebbe diventare un ponte tra Oriente e Occidente, piuttosto che una prima linea in una partita tra grandi potenze».

Pechino e il ruolo di mediatore

Anche il ministero della Difesa di Pechino è intervenuto sull’argomento: «Le affermazioni secondo cui la Cina ha avuto una precedente conoscenza, acquiescenza o connivenza sull’operazione militare russa in Ucraina sono informazioni totalmente false, finalizzate a sottrarsi alle responsabilità e a diffamare la Cina che esprime ferma opposizione a tali intenzioni», ha tuonato il portavoce Wu Qian, nella conferenza stampa mensile virtuale. La Cina ha rifiutato finora di condannare la Russia per la sanguinosa invasione a danno dell’Ucraina e ha inviato con ritardo rispetto ad altri Paesi aiuti umanitari a favore di Kiev. Pechino ha dichiarato più volte di essere disposta a svolgere un ruolo negli sforzi di mediazione sul cessate il fuoco, ma finora non si è impegnata a tenere colloqui di pace e lo stesso presidente Xi Jinping non ha ancora avuto un colloquio con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, avendo già avuto modo di parlare della crisi con tutti i principali attori coinvolti nello scontro, a partire dal presidente russo Vladimir Putin.

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