• 4 March 2024

WORLD SOCIAL TOURISM CONGRESS

per informazioni e adesioni: info@universitaluce.it o 375-6282095

SEZIONI DI LAVORO:

TURISMO E MARKETING DIGITALE

a) TURISMO E NUOVI LINGUAGGI DI COMUNICAZIONE

b) TURISMO E I DRONI PER IL MARKETING TERRITORIALE

TURISMO E INCLUSIONE

a) TURISMO SOSTENIBILE O TURISMO ACCESSIBILE?

b) TURISMO E INCLUSIONE TRA BARRIERE ARCHITETTONICHE E CULTURALI

c) TURISMO PNRR E ENTI PUBBLICI PER LE DESTINATION4ALL

TURISMO E ENOGASTRONOMIA

a) TURISMO E I PRODOTTI TIPICI

b) TURISMO E I MERCATI INTERNAZIONALI

c) TURISMO E DIETA MEDITERRANEA

TURISMO E IMPRESE FEMMINILI

a) TURISMO E START UP TRA CREATIVITA’ E INNOVAZIONE

b) TURISMO E LE STORIE DI SUCCESSO

Turismo Sostenibile o Turismo Accessibile, Non Confondiamoli!

Perché il mondo del turismo, a parte pochi imprenditori illuminati, fatica ancora a credere nel turismo accessibile?

La domanda fondamentale da porsi è questa, nonostante le piccole, grandi conquiste di questi ultimi vent’anni.

Proviamo a partire da alcuni “macro-temi”. Il 28 maggio scorso l’Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO) – agenzia specializzata delle Nazioni Unite che si occupa del coordinamento delle politiche turistiche e che promuove lo sviluppo di un turismo responsabile e sostenibile – ha pubblicato le proprie Linee Guida per far ripartire il turismo post-coronavirus.

In esse ci si sofferma sostanzialmente su sette punti:

1) garantire liquidità economica e proteggere i lavori;

2) recuperare fiducia attraverso la sicurezza;

3) favorire la collaborazione tra settore pubblico e settore privato per un’efficiente riapertura;

4) aprire i confini con responsabilità;

5) armonizzare e coordinare i protocolli e le procedure di sicurezza;

6) conferire valore aggiunto ai lavori svolti all’insegna delle nuove tecnologie;

7) basare le proprie azioni sui concetti di innovazione e sostenibilità.

Ebbene, a una lettura attenta del documento, si rileva che esso, purtroppo, non spende una sola parola in più a favore dell’accessibilità e dell’inclusione.

Si parla infatti sempre di sostenibilità e innovazione, ma le parole accessibilità e inclusione non compaiono una sola volta in un testo che tra l’altro è stato reso pubblico in un formato non leggibile da parte di una persona con disabilità visiva.

In realtà, come si accennava, negli ultimi anni il mondo del turismo professionale sta dando sempre più attenzione, anche a livello nazionale, al turismo accessibile, parlandone nei convegni, producendo documenti e istituendo anche un premio per i Paesi maggiormente impegnati in questo àmbito. E tuttavia, nel passaggio dalle dichiarazioni di principio ai fatti, manca sempre la parte pratica e applicativa, cosicché alla prima occasione in cui a livello mondiale si poteva parlare universalmente di accessibilità l’occasione è stata persa.

Ma perché il turismo accessibile va considerato come un’innovazione?

Perché esso racchiude in sé più di un elemento di estremo valore.

Facciamo riferimento, ad esempio, ai 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile presenti nell’Agenda ONU 2030 e vediamo in quali di essi si parla espressamente di inclusione:

Obiettivo n. 4: Fornire un’educazione di qualità, equa e inclusiva e opportunità di apprendimento per tutti.

Obiettivo n. 8: Incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva e un lavoro dignitoso per tutti.

Obiettivo n. 11: Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili.

Obiettivo n. 16: Promuovere società pacifiche e più inclusive per uno sviluppo sostenibile; offrire l’accesso alla giustizia per tutti e creare organismi efficaci, responsabili e inclusivi a tutti i livelli.

In ognuno di questi Obiettivi si parla espressamente di “inclusione” e per quanto riguarda il turismo accessibile, sicuramente ci sentiamo a nostro agio con l’Obiettivo n. 11, senza però escludere tutti gli altri.

L’approccio che viene proposto, però, è sempre quello dell’etica, mentre io vorrei tentare di spostare lo sguardo dall’Etica (pur con la E maiuscola) al Business (Business Travel), così come viene descritto, ad esempio, da Taleb Rifai, segretario generale UNWTO.

«L’accessibilità – ha dichiarato infatti – è un elemento centrale per qualsiasi politica di turismo responsabile e sostenibile. È un imperativo in àmbito di diritti umani, ma anche un’eccezionale opportunità commerciale. Soprattutto bisogna capire che il turismo accessibile non giova solo alle persone con disabilità o in generale con bisogni speciali, ma è un vantaggio per tutti noi».

per informazioni e adesioni: info@universitaluce.it o 375-6282095

Author

areatecnica@scagency.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *