• 4 March 2024

 Modificate le date del cosiddetto calendario della Pace fiscale. Le rate non versate alla fine del 2021 potranno essere saldate entro il 30 aprile del 2022 se erano in scadenza nel 2020. Si parla invece di 31 luglio 2022, se le rate erano in scadenza nel 2021, e di novembre 2022 se la scadenza è fissata per il 2022.

Nei giorni scorsi, con l’approvazione dell’emendamento al decreto Sostegni-ter da parte della commissione bilancio del Senato, è stata proposta una nuova proroga per la rottamazione delle cartelle. Proroga che, se approvata anche alla Camera, concederebbe più tempo per rimettersi in regola a quei circa 512mila italiani che entro la fine del 2021 non avevano ancora saldato il conto.

La situazione attuale, con il conflitto in atto fra Russia ed Ucraina ed il caro energia e carburanti sempre più pressante sull’economia dell’Italia, ha convinto la commissione bilancio del Senato a concedere una nuova proroga per la rottamazione delle cartelle tramite emendamento al decreto sostegni ter.

Quei circa 512mila italiani che entro la fine del 2021 non avevano ancora saldato il conto con le rate della Rottamazione ter e del Saldo e stralcio avranno dunque ancora la possibilità di rimettersi in regola. A spingere per questa soluzione sono stati i partiti del centrodestra, che hanno trovato l’appoggio del Movimento 5 Stelle. La proroga è stata fatta per non appesantire ancora di più le spalle degli italiani: chi infatti non aveva ancora onorato i debiti tributari, avrebbe dovuto pagare senza più la possibilità di procedere tramite rateazioni e con gli interessi e le more. Da qui la nuova dilazione dei termini della rottamazione delle cartelle esattoriali e del saldo e stralcio, fortemente voluta dal centrodestra.

“Abbiamo sempre sostenuto la necessità di andare incontro alle esigenze di imprese e famiglie che stanno fronteggiando con coraggio le conseguenze della crisi pandemica e dell’aumento dei prezzi delle materie prime a causa del conflitto tra Russia e Ucraina”, ha dichiarato Paolo Barelli, capogruppo di FI alla Camera. Sostegni ter, più tempo per “rottamare” le cartelle

Dello stesso avviso anche il viceministro dell’Economia Laura Castelli, che ha spiegato di avere a lungo lavorato in questi ultimi mesi perché cittadini ed imprese non pagassero a causa della crisi economica. “Erano in difficoltà prima della pandemia e, a causa di questa, hanno visto peggiorare la loro situazione”, ha dichiarato la Castelli.

Modificate, dunque, le date del cosiddetto calendario della Pace fiscale. Le rate non versate alla fine del 2021 potranno essere saldate entro il 30 aprile del 2022 se erano in scadenza nel 2020. Si parla invece di 31 luglio 2022, se le rate erano in scadenza nel 2021, e di novembre 2022 se la scadenza è fissata per il 2022.

Deroga anche ai mini ritardi per quanto concerne i nuovi termini. Secondo la norma, infatti, sono ritenuti validi ai fini della definizione agevolata i pagamenti tardivi effettuati entro cinque giorni dalla scadenza. Cancellate, grazie all’emendamento, anche quelle procedure esecutive eventualmente avviate dopo la decadenza della rottamazione ter e del saldo e stralcio per quei contribuenti che erano decaduti in questi tre mesi dalla pace fiscale. Resteranno tuttavia definitivamente acquisite (quindi non rimborsabili) quelle le somme relative a rate già versate.

Forza Italia, Lega e anche Movimento 5 Stelle vorrebbero addirittura una rottamazione quater, relativa a quei ruoli del 2018-2019 ad oggi esclusi dalle sanatorie. Una decisione che sarà eventualmente presa nel prossimo futuro, anche perché sarà necessario valutare la copertura dei fondi (per ora, la misura è valutata intorno ad un miliardo di euro).

Il problema, tuttavia, è tutt’altro che risolto, ed il tema della riscossione delle cartelle è ancora impellente. Il governo pare deciso a concedere altro tempo ai cittadini, motivo per cui tutto il calendario delle riscossioni deve essere rimodulato. Ciò accade, fra l’altro, a pochi giorni di distanza dalla precedente modifica, avvenuta con la legge di conversione del Milleproroghe.https://www.dianomi.com/smartads.epl?id=6951

Per la rottamazione-ter e saldo e stralcio delle cartelle è stato dunque deciso di dividere gli arretrati su tre scadenze.

La prima sarà entro il 2 maggio, termine ultimo per pagare le rate 2020. Seguirà poi il 1° agosto, data entro la quale si dovranno pagare le rate dovute nel 2021. Infine ci sarà il termine del 30 novembre, entro il quale è previsto il pagamento di tutte le rate del 2022. Ai contribuenti, in ogni caso, sarà consentita in ciascuna di queste soluzioni la possibilità di avvalersi della regola dei 5 giorni di tolleranza successivi alla scadenza. Scaduto il tempo massimo, tuttavia, si finirà nella decadenza, e non sarà più possibile richiedere la rateazione. Per i contribuenti non adempienti ci sarà anche il rischio di subire sanzioni o veder sommare alla cifra da pagare anche degli interessi.

Stando a quanto dichiarato da Il Sole 24 Ore, ammonterebbero ad un totale di 2,45 miliardi di euro i debiti dei contribuenti riammessi con le modifiche al decreto Sostegni-ter, per una media di 4.605 euro. Il governo ha scelto di procedere con la proroga, piuttosto che agire con l’esecuzione forzata, provvedendo anche ad estinguere le eventuali procedure esecutive avviate nei confronti degli inadempienti.

Al momento, dunque, si continua con un percorso giustificato dallo stato di crisi in cui si trova il Paese, e non viene fatta alcuna menzione di un possibile ritorno alla normalità. La situazione nazionale, dopo l’emergenza Covid e l’impennata dell’inflazione e dei costi dell’energia, non consente un ritorno alla riscossione ordinaria. Lo Stato non intende gravare ulteriormente sulle tasche di famiglie ed imprese.

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