• 2 March 2024

Un giovane di 26 anni ucraino, dallo scorso 17 marzo è in carcere a Napoli con l’accusa di avere ucciso la compagna Anastasiia Bondarenko, 22 anni, madre di una bimba di 5 anni il cui padre è in guerra ed è dalla guerra che sono fuggite in Italia madre e figlia.

Il movente del gesto del compagno ucraino della 22enne risiederebbe nella gelosia che lui nutriva per Anastasiia.

Il giudice contesta anche i futili motivi: “Gelosia? Un mero pretesto per lo sfogo di un impulso criminale”.

In questa storia di femminicidio c’è anche un particolare da evidenziare in questi giorni di guerra Ucraina-Russia.

A salvare la piccola dalle fiamme che hanno ucciso la madre è stata la vicina di casa, una cittadina russa.

L’uomo ha appiccato il fuoco alla casa che condividevano con altri immigrati mentre lei si stava facendo la doccia.

Il 10 marzo, la 22enne non ha fatto in tempo a mettersi in salvo dal rogo appiccato dal connazionale.

Inutili le preghiere della bimba la quale, accortasi di quanto stava succedendo e ignara del fatto che fosse il padre il responsabile, gli ha anche chiesto aiuto.

A salvare la piccola ucraina è stata la donna russa che l’ha presa e l’ha portata in salvo mentre lei le urlava: “Corri, corri, salva mia mamma”.

Agli inquirenti l’uomo ha detto che non era in casa quando si è verificata la tragedia, invece la piccola ha raccontato il contrario.

L’uomo poi ha smentito la relazione con Anastasiia ed ha anche cercato di sviare le indagini indirizzandole su un connazionale. Tutto falso. Poi ha cercato di fuggire.

Ma i carabinieri e gli inquirenti della sezione “Fasce Deboli” della Procura di Napoli, hanno ricostruito quanto accaduto.

Il 26enne ucraino è stato rintracciato ad Acerra (Napoli) a bordo di una Fiat 500 e sottoposto a fermo con l’accusa di omicidio volontario aggravato dai futili motivi.

La vittima, ha scritto il gip di Nola che ha convalidato il fermo, “ha trovato la morte a Napoli per mano del suo compagno, all’interno di una relazione affettiva non sana e avvelenata dal sospetto e dalla gelosia, dopo essere fuggita dalla guerra in Ucraina insieme con la sua bimba“.

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areatecnica@scagency.it

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